"Non esistono proprie montagne, si sa, esistono però proprie esperienze. Sulle montagne possono salirci molti altri,ma nessuno potrà mai invadere le esperienze che sono e rimangono nostre". - Walter Bonatti


domenica 6 luglio 2014

Verso l'infinito e oltre (Tete de Valpelline - 3.798 m)

Prima uscita degli Inviti all'Alpinismo e si fa subito sul serio.

Si parte sabato dal parcheggio della diga di Place Moulin (1980 m) e zaino in spalla in 4 ore con 12 km di passeggiata si sale al Rifugio Aosta (2.788 m).
Lo spettacolo da solo vale la fatica: il ghiacciaio a monte e la morena a valle non lasciano scampo e ti obbligano a stare lì a goderti la serata, con il rumore sordo di qualche masso che vola per 800 metri di dislivello, dai 3.300 metri della balconata del ghiacciaio ai 2500 della pietraia.

La cena come al solito è vivace e chiassosa. Poi, a nanna presto che la sveglia è alle 4!

Alle 5 si parte per la vera gita. C'è euforia, ma anche la piacevole sensazione di attenzione a mille e l'idea di fare qualcosa di diverso, fuori dal consueto.
La prima parte è su sentiero, intervallata da qualche tratto di neve. Poi la salita al Colle della Division (3.314m): con i canaponi (ops, le catene) aumenta il coefficiente di difficoltà, ma anche il piacere della conquista. Di lì in cordata con ramponi ai piedi si sale alla vetta. Il sole ogni tanto fa capolino e permette di cominciare a lanciare lo sguardo verso il Dent D'Herens.
Prima delle 9 il gruppone dei 24 è in vetta.
Foto di rito e, quando le nuvole si diradano, uno sguardo sul vallese e, per quanto si riesce, al Cervino. Lì a due passi il selvaggio Dent d'Herens con i suoi seracchi affascinanti quanto severi.
Poi le nuvole coprono tutto e tutti e allora comincia la discesa sulla traccia di salita.
L'arrivo al rifugio chiude la parte più difficile e un panino rifocilla in vista dei 12 km di discesa.
Nei pressi del lago, per l'ultimo tratto spunata pure qualche bicicletta per un'esperienza di bike-alpinismo.

Prossimo appuntamento: tra 15 giorni al Weissmies!
  






domenica 22 giugno 2014

Diversamente Gervasuttiani!

Doveva essere la classicissima dell'estate Sucaina: la salita la Bivacco Gervasutti.
E tutto dava per scontato che fosse così: previsioni meteo con sole caldo e generoso e ottima compagnia. E invece arrivati a Courmayeur le nuvole grigie che avvolgono il Monte Bianco non promettono nulla di buono e le sporadiche gocce di pioggia tanto meno!
Detto fatto...per la serie "gli imprevisti non ci fanno paura"...i nostri girano le auto e si dirigono nella soleggiata valle di La Thuile.
La salita al Rifugio Deffeyes vale comunque la gita...e pazienza se ramponi e moschettoni rimangono a valle.
In fin dei conti una birra con polenta al cospetto del ghiacciaio del Rutor vale la fatica!




sabato 14 giugno 2014

Quell'orrido di Giachy! (La ferrata)


Ferrata ricca di emozioni quella dell'Orrido di Foresto in Val di Susa capitanata dal solito Giachy.
Un gruppo ristretto, ma ben affiatato si è quindi inerpicato per poco più di due ore, affrontando 3 ponti tibetani e 4 cascate, di cui una con annessa doccia!!
Rientro in tranquillità con chiusura innanzi a spettacolari hamburger!





domenica 18 maggio 2014

Walhalla (circuito in mtb)!!!

Prima uscita ufficiale del circuito mtb sucaino.
Doveva essere il classicissimo Colle Bione da Coazze, ma all'ultimo quel vulcano di Pilu decide di sparigliare le carte e guidare la comitiva alla ricerca di una sorta di "Eldorado della Valsangone", ribattezzato per l'occasione "Walhalla".
La singolare proposta è assai bizzarra, ma la folta partecipazione di 24 bikers stimola i nostri a buttarsi a capofitto nei boschi .
Si parte dal Mollar dei Franchi di Giaveno (573m slm) e ci si arrampica su per i sentieri con tratti di strada sterrata e tratti in single track fino alla agognata radura ai 1250 m slm.
Alcune salite impongo qualche passo a piedi e bici alla mano, ogni tanto ahimè si cade, ma la gita merita lo sforzo.
Impossibile ripetere lo stesso percorso dove solo il fiuto da segugio del capogita permette al gruppo di non disperdersi tra le mille possibili deviazioni.
In cima, nella Whalalla de' noialtri, l'occhio spazia da una parte sulla pianura torinese con quel cetriolo del grattacielo a far da padrone e dall'altra verso L'Aquila.
C'è il tempo per un panino e quattro battute, poi la comitiva riprendere il circuito che ora, ovviamente è tutto in discesa.
L'arrivo alle auto conclude i 20 km con circa 800 metri di dislivello.
Giusto il tempo per una birretta e la sfida riprende...questa volta alla Stalla della Mucca Pazza che vede i nostri cimentarsi contro polenta e bagna cauda.

domenica 4 maggio 2014

Hot rutt...ovvero la vera storia della haute route!


Doveva essere il giro del Gran Paradiso...
Dovevano essere 4 (anzi... 5 per i più temerari) giorni a fare il giro sci ai piedi dell'unico 4mila tutto italiano. E invece...il meteo si è messo di traverso e tutti a casa con le pantofole...o quasi.

Per la serie "No haute route? Si party"  i Sucaini si sono infatti inventati di tutto e di più per ridipingere in stile fun&go il lungo weekend del primo maggio.

Ma andiamo per ordine.

Il 1° maggio sveglia all'alba e conquista della Rognosa di Sestriere (m . 3.280) e, tanto per non farsi mancare nulla, discesa per il canalino ad S, risalita al Colle Rognosa e discesa a Bessan Haute.

Non solo. Altri Sucaini contemporaneamente portavano a casa la salita al Terra Nera (m. 3.100).

E c'era chi...quatto quatto...provava in anteprima il percorso dell'uscita del 18 maggio della Mtb al Col Bione....

Il 2 maggio pioggia a catinelle ma i nostri non si sono dati per vinti e si sono dedicati all'enogastronomia...ebbene si, quella disciplina che certo non può mancare nel curriculum di un Sucaino Doc. E quale posto migliore per applicarsi se non le vicine Langhe? L'Osteria del Vignaiolo e le cantine Cordero di Montezemolo e Curto hanno fatto il resto e i sucaini hanno portato a casa nozioni basilari da sfoggiare nei vari dopo-gita!

Sabato il tempo ha ancora fatto le bizze... e allora c'è chi ha preferito cominciare a togliere la polvere dalla bicicletta e il Colle del Lys (1.314 m) ha avuto modo di saggiare la preparazione delle nostre atlete.

Domenica di nuovo grandi gite.
Gli ex haute-routiani si sono lanciati nella selvaggia Val Maira inoltrandosi nei meravigliosi spazi del Vallone di Unerzio sopra Chialvetta fino alla sommità di Vanclava (m. 2.874).

Intanto un altro gruppo di sucaini si dilettava sul Somellier (m. 3.333) dal Levi Molinari.

Il tutto alla faccia delle pantofole e del cattivo tempo.

domenica 6 aprile 2014

Courmayeur Camonix, solo andata!


 Gli ingredienti ci sono davvero tutti per rendere Grande la festa finale del fuoripista sucaino: la giornata splendida, a tratti calda, il Monte Bianco in gran spolvero a regalare spettacoli mozzafiato e un gruppo affiatato di una quarantina di persone, con le guide a far da padroni di casa.

Un po' di intasamento alla partenza fa si che i 6 gruppi si muovano praticamente tutti insieme. Non è un freeride da adrenalina, ma una passeggiata al cospetto della maestosità del gigante d'Europa, scivolando giù a godersi l'immensità del Mer de Glace.





domenica 9 marzo 2014

Esercizi spirituali!

Il ritiro sul Monte Rosa per gli accompagnatori dei 5 atti del Fuoripista ricorda un po' le avventure di Indiana Jones.
D'altra parte la Porta Nera e la Valle Perduta hanno in se qualcosa di mitico già nel nome.

Ma andiamo per ordine.

Chiusa l'avventura del corso fuoripista, i "nostri" decidano di smaltire l'onere e gli onori come solo sanno fare: ossia sci ai piedi... "lassù tra le bianche cime di nevi eterne immacolate al sol".
Però quando lo fanno.... lo fanno alla grande!
Scelgono sul calendario un weekend a tutto sole e si lanciano guidati da Carlo e Riccardo alla conquista di freeride da sogno.

Sabato, abbandonati gli impianti del Piccolo Cervino, si lasciano quindi scivolare verso Est sulla piana del Colle del Breithorn per poi risalire ai 3.840 tra Roccia Nera e Polluce e transitare nella Porta Nera. Di qui giù, senza soluzione di continuità sulla lingua glaciale del Grenz fino a Zermatt (Furi) e rientrare poi al Piccolo Cervino.

Ma l'esercizio spirituale non si è fermato certo qui.

I sucaini si sono fermati al rifugio Guide del Cervino (3480m) a godersi il tramonto rosa, una notte stellata e un'alba da sogno...e vabbeh, pure un paio di birre.

Poi alle 7 di domenica mattina gli sci sono di nuovo a tritare neve e la discesa da Cime Bianche verso Champoluc attraverso il Vallone di Courtod è un'ottimo modo di iniziare la giornata.
Dalla Val d'Ayas alla Valle di Gressoney il balzo è breve, soprattutto quando ci pensano gli impianti e così sotto la Bettaforca c'è tempo per fare colazione. Poi di nuovo ovovie e funivie riportano il gruppo in quota e abbandonata punta Indren si sale un po' verso i 3.500 del rifugio Mantova.
Di qui attraverso un canalino si scende nella Valle Perduta godendo lo spettacolo del ghiacciao del Lys e rientrando poi a Staffal.